logo
intestazione

logo ministero

La prevenzione familiare

« Torna indietro

Se i bambini sentono la paura dell’adulto sprofonderanno nel baratro del silenzio: nulla fa più paura al bambino di un adulto che invece di proteggerlo è spaventato. La prevenzione in famiglia ha come fondamenti due pilastri: l’educazione familiare e l’equilibrio della coppia genitoriale.

A) L’Educazione Familiare

In maniera schematica possiamo indicare i principi, i metodi ed i mezzi per una efficace educazione in famiglia:

I principi di riferimento di sono tre: Libertà, Responsabilità, Autorità, specifici dell’educazione familiare, mentre la Valorizzazione del positivo, l’Educazione personalizzata, il Realismo educativo lo sono della pedagogia in generale, e perciò importanti per l’educazione di base.
Il fine dell’educazione familiare è la crescita ed in pieno sviluppo dei figli come persone.
Il metodo: ossia la via attraverso la quale si raggiunge un determinato obiettivo

Fase 1. Creare un ambiente familiare appropriato. Gli studi epidemiologici hanno evidenziato che i bambini a maggior rischio di abuso sono quelli che vivono in situazioni familiari problematiche. Il clima familiare appropriato prevede che le persone sappiano ascoltarsi e dialogare in modo efficace e competente. La comunicazione efficace permette l’istaurarsi di rapporti significativi all’interno della famiglia evitando pertanto che i bambini cerchino nel mondo esterno facili compensazioni.
Fase 2 Aiutare i bambini a sviluppare un sano dialogo interiore. La capacità di conversare con se stessi condiziona in modo fondamentale la modalità con cui essi interagiscono e rispondono agli stimoli provenienti dal mondo esterno. In particolare l’abilità di fare scelte in base al proprio sentire e non perché sollecitati o spinti a farlo da altre persone. I bambini devono poter contare sulle proprie voci interne per dare il giusto peso alle voci provenienti dall’esterno.
Fase 3 Aiutare i bambini a sviluppare un’intuizione naturale, quella dote innata che ciascuno di noi possiede che ci consente di orientarci nel mondo. Quando una situazione può essere pericolosa, spesso è attraverso l’intuizione naturale che il corpo produce risposte automatiche senza che sia coinvolta la nostra volontà (tachicardia, senso di oppressione, sudore freddo). E’ proprio l’intuizione naturale che spesso fa percepire alla vittima di abuso sessuale il rischio legato all’interazione con l’abusante ma, in mancanza di una forte fiducia in se stesso, il bambino rinuncia alla propria intuizione ed in tal modo lascia che l’abuso avvenga
Fase 4 Insegnare ai bambini l’empatia, cioè la capacità di sperimentare ciò che l’altro sente, di vedere le situazioni dal punto di vista dell’altro. Questo presuppone una capacità di decentramento che solo gli adolescenti o i pre adolescenti possono acquisire. L’essere empatico può aiutare il ragazzo a smascherare le manovre manipolatorie dell’abusante.
Fase 5 Aiutare i bambini a riprendersi da un fallimento. Qualsiasi persona si riprende da un fallimento molto più facilmente quando sa di non essere sottoposta al giudizio negativo degli altri, e questo è particolarmente valido per i bambini. E’ fondamentale che i genitori diano modo ai propri figli di poter raccontare ed elaborare i propri insuccessi, mostrandosi come un porto sicuro presso cui potersi rifugiare nei momenti di difficoltà. Spesso infatti le vittime vivono l’abuso come un insuccesso personale per cui temono di venir rimproverati.
Fase 6 Aiutare i bambini a fronteggiare e a controllare le influenze provenienti dall’esterno, attraverso un’educazione alle virtù umane che permetta loro di interiorizzare messaggi significativi che diventino di riferimento in momenti cruciali.

I mezzi: sono le strategie operative concrete che corrispondono a ciascuna delle fasi che abbiamo indicato in precedenza. Non è semplice definirli in termini generali, perché ogni strategia operativa deve essere pensata in maniera opportuna per ciascuna realtà e circostanza familiare particolare, non esistono ricette universalmente valide per tutti.

B) L’equilibrio della coppia genitoriale.

Presupposto necessario per un clima familiare sereno e costruttivo è l’armonia della relazioni tra genitori. Se la coppia genitoriale è sufficientemente coesa i figli naturalmente sentiranno la base sicura su cui costruire la propria crescita e la loro individuazione sessuale e sapranno anche di doversi tener fuori dalla competizione e di prendere per modello il genitore dello stesso sesso. Se l’accordo della coppia è precario o compromesso, i figli possono allearsi con l’uno o con l’altro genitore, diventando in qualche caso il capro espiatorio o ancora, in alcuni casi, il loro partner sessuale. Infine, se esiste un buon grado di accordo e di reciproca soddisfazione, la buona intesa che si produce protegge i figli dai desideri incestuosi.




Sviluppo Web h-ref.it internet solutions